alluce valgo

L’alluce valgo è una deformità molto comune del piede caratterizzata dalla deviazione verso l’esterno (in valgo) dell’alluce e da una contemporanea deviazione all’interno del 1° metatarsale, l’osso situato immediatamente a monte dell’alluce con il quale si articola.

 

Le cause che portano alla formazione dell’alluce valgo sono probabilmente molteplici e non completamente note. Esistono casi di alluce valgo congenito ad esordio molto precoce causati da una anomala conformazione dell'articolazione tra falange e metatarso (articolazione metatarso-falangea). La familiarità è un dato quasi costante per chi soffre di alluce valgo e può rimanere anche asintomatico anche per lunghi periodi.

 

Il sintomo più frequente e precoce è la borsite in corrispondenza della prominenza sul bordo interno del piede; si tratta di infiammazione della borsa sierosa, struttura che si trova in tutte le sedi sottoposte ad attrito per presenza di sporgenze ossee. Si manifesta con dolore articolare, bruciore, gonfiore ed arrossamento della porzione.

L’alluce valgo è quasi sempre una patologia evolutiva, cioè tende a peggiorare nel tempo. Il trattamento può essere di tipo conservativo o chirurgico. Premetto che il trattamento conservativo ha l’obiettivo di ottenere e preservare per più tempo possibile una situazione fisiologica accettabile, grazie alla quale il paziente riesce a svolgere tutte le attività della vita quotidiana senza intoppi. Essendo però una

patologia a decorso evolutivo, nei casi più gravi tale trattamento non scongiura un possibile futuro intervento chirurgico, lo ritarda soltanto. A questo punto vi starete chiedendo: “Ma se prima o poi dovrò sottopormi all’intervento, tanto vale farlo subito, risolvere la cosa ed evitare altri trattamenti risparmiando dei bei soldini no?”.

In realtà non è cosi semplice: l’intervento chirurgico ha tutta una serie di complicanze e in ogni caso non vi sono le garanzie al 100% di risolvere il problema; è sempre e comunque un intervento e va considerato come ultima spiaggia!

Nel caso del trattamento conservativo, è possibile effettuare un approccio con due tempistiche diverse:

  • nella prima fase, sono sempre consigliate delle sedute di Laserterapia ad alta potenza e Ultrasuonoterapia per ridurre la infiammazione, il dolore e il gonfiore;
  • una volta ridotta tale sintomatologia, in un secondo tempo vengono effettuate delle manipolazioni manuali e degli esercizi di stretching al fine di mobilizzare l’articolazione interessata e recuperare (nei limiti del possibile) la fisiologica escursione articolare;
  • verranno inseriti anche esercizi di rinforzo muscolare e degli esercizi propriocettivi con tavolette e cuscinetti destabilizzanti per ritrovare la sicurezza e la stabilità persa durante il cammino.

Nel caso in cui vi siate sottoposti al trattamento chirurgico, il decorso e il dolore post-operatorio come già accennato non è da sottovalutare. Il mio consiglio è di iniziare sempre al più presto un percorso fisioterapico che ha come iter:

  • lo scollamento manuale delle possibili adesioni cicatriziali nella zona dell’incisione chirurgica;
  • alcune sedute di Laserterapia ad alta potenza con funzione antidolorifica e biostimolante;
  • mobilizzazioni manuali al fine di recuperare una buona escursione articolare e risolvere cosiddetta “rigidità post-chirurgica”;
  • esercizi di potenziamento per recuperare la stenia dei gruppi muscolari interessati e le capacità di propriocezione.

Consiglio vivamente di non sottovalutare questa patologia e di prendere tutte le dovute precauzioni fin dai suoi primi esordi. Oltre che essere piuttosto dolorosa e anti-estetica, prima si comincia qualsiasi trattamento e più si riusciranno ad ottenere dei risultati positivi.

 

 

Se volete prenotare una prima visita di valutazione e comprendere meglio il percorso fisioterapico più adatto alla vostra situazione clinica contattatemi chiamando il numero 3473034660. Sarò felice di aiutarvi e di rispondere alle vostre domande.